COM’È MIRS mettetevelo nella zucca. Di questa sigla (acronimo
di Modular Integrated Robotized System) sentiremo molto parlare in futuro,
è l’innovativo sistema produttivo che secondo Pirelli rappresenta
il futuro nella produzione di pneumatici. Da circa un anno e mezzo è
utilizzato per i pneumatici da auto, oggi debutta anche sulle moto lanciando
nuovi standard produttivi e "inventando" un nuovo modo di produrre
i pneumatici.

FATTO DAI ROBOT Nella procedura normale un pneumatico è
un assemblato di vari semilavorati (battistrada, carcassa, cintura, cerchietto
ecc). Questa procedura, secondo Pirelli ha invece superato tali limiti. I fatti
stanno in un processo robotizzato (il MIRS), che costruisce letteralmente il
pneumatico attorno a uno stampo che riproduce in negativo la forme del pneumatico
stesso. Nessun semilavorato, nessun intervento umano: la costruzione è
completamente robotizzata dal primo all’ultimo passaggio. La novità
sta tutta nella maggiore qualità finale, e nell’assoluta costanza
dello standard qualitativo.
TUTTO D’UN PEZZO Ad esempio, l’assenza di giunture
sul battistrada elimina possibili problemi d’equilibratura o picchi d’usura
in corrispondenza della giuntura stessa, che può variare da pneumatico
a pneumatico. Ma soprattutto, il Mirs concede una libertà progettuale
nettamente superiore al metodo costruttivo tradizionale. Il fatto di non avere
semilavorati aumenta poi in modo incredibile la flessibilità produttiva.
SU MISURA Teoricamente, infatti, il processo MIRS consentirebbe
di realizzare un pneumatico su misura, ma per questo certo dovremo aspettare
un po’. Quello della flessibilità produttiva, però è
un vantaggio non da poco. Il fatto di poter costruire anche poche unità
permette ai progettisti di variare in tempo reale la produzione a seconda delle
esigenze del mercato. La maggiore libertà progettuale, invece, trova
sfogo nella realizzazione di profili differenti (e più aggressivi) e
nella possibilità di spingere ulteriormente in avanti il confine delle
prestazioni di un pneumatico.

IL DIABLO VA DI CORSA Tutto questo è racchiuso nel nuovo
Diablo Corsa, pneumatico stradale per moto ad alte prestazioni che entra nella
gamma Pirelli come sostituto dell’apprezzato Dragon Evo Corsa. Il Diablo
Corsa è il primo pneumatico moto ad essere realizzato con il MIRS. Nell’attuale
gamma si va a posizionare a metà tra il Diablo e la serie Supercorsa;
è stato studiato, infatti, per un utilizzo suddiviso al 50 % tra strada
e pista.
BUONO PER TUTTO Insomma, siamo arrivati a quella famosa "gomma
universale" che tutti i motociclisti sognano. Quella con cui puoi andarci
a spasso, beccare un acquazzone senza farti venire la tachicardia, e fare la
sparata in pista senza avere alcun problema di grip. La nuova tecnologia costruttiva
ha permesso di ovviare ai classici problemi delle gomme di compromesso. Il MIRS
ha reso infatti possibile l’utilizzo di mescole morbide e di profili aggressivi,
tipici di un pneumatico Racing (tipo il Supercorsa), limitandone al massimo
il principale difetto, che è quello della scarsa durata e della poca
sicurezza sul bagnato.
DEVE COMUNICARE Essendo un pneumatico indirizzato ad un pubblico
esigente, ma leggermente meno specialistico di chi corre, Pirelli ha curato
in modo quasi maniacale la comunicabilità del pneumatico. Una gomma che
"comunicasse" al pilota in modo estremamente sincero tutto quello
che sta accadendo in quei pochi centimetri quadrati d’interfaccia gomma-asfalto.
MIRS DELLE MERAVIGLIE La carcassa, come si nota dai disegni,
è ora priva del classico "cerchietto" ma utilizza una differente
disposizione dei cavi d’acciaio per migliorare la distribuzione degli
sforzi sul fianco del pneumatico stesso. Insomma un pneumatico di compromesso
che, in teoria, non ha compromessi...

MENO TAGLI Ad un primo sguardo il disegno appare identico a
quello del Diablo, in realtà il Corsa ha mantenuto lo stesso family feeling
con il suo fratello "minore" pur con alcune varianti che lo rendono
più prestante nella guida sportiva. Mescola a parte (ovviamente più
morbida), c’è una diversa distribuzione degli intagli: praticamente
c’è un intaglio in meno su tutto il pneumatico così che
lo spazio tra un intaglio e l’altro sia aumentato (in pratica è
aumentata la parte slick) a garanzia di maggiore grip sull’asciutto. Gli
stessi intagli sono leggermente più stretti per ridurre i movimenti dei
pani di gomma quando sollecitati.
IL COMPROMESSO GIUSTO Lavorando sulle nuove mescole sono milgiorate
la tenuta sull’asciutto, la rapidità di riscaldamento del pneumatico
e la costanza di temperatura di funzionamento nell’utilizzo ad alta velocità
(ad esempio in autostrada). La durata dovrebbe essere solo leggermente inferiore
a quella del Diablo Standard, mentre il miglior comportamento sul bagnato è
stato ottenuto studiando molto attentamente gli intagli del pneumatico anteriore,
che oltre a lavorare per sé (rompendo il velo ‘dacqua) provvede
ad "asciugare" la traiettoria anche per il pneumatico posteriore,
che così si troverà ad avere un grip ottimale.
FONTE: Motorbox.com