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| Roadbook - Gran Sasso e ritorno |
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Fonte Itinerario: Moto.it
Tappe: Roma, Rocca Sinibalda, Longone Sabino, Vallecupola,
Varco Sabino, lago del Salto, Fiumata, Fiamignano, Tornimparte, L'Aquila, Camarda,
Filetto, S.Stefano di Sessanio, Castel del Monte, Villa santa Lucia, Ofena,
Calascio, L’Aquila, Tagliacozzo, Subiaco, Roma
Regioni visitate: lazio, abruzzo
Km percorsi: 530
Durata: un giorno o anche 2 per i più tranquilli

Report:
È cosi, e non lo sai spiegare, è un istinto, una voglia che ti
domina e ti pervade, come in una donna incinta, ad un certo punto ti balza in
mente un’idea e ti rendi conto che cascasse il mondo la realizzerai, oltretutto
se si tratta di girarti il centro Italia in moto… come fai a dire di no?
È proprio cosi che nascono i nostri viaggi, li partorisci, a nulla servono
i consigli degli altri tipo: “guarda che tutti quei chilometri sono troppi
per un giorno solo, oppure “e se viene a piovere?” ecc… l’unica
reazione è un profondo “sticazzi”... Infatti non appena poggi
il tuo amato deretano sulla tua amata compagna di vita, (è proprio il
caso di dirlo) colei che non ti tradirà mai, pronta a darti solo gioie
e soddisfazioni, tra te e te pensi “stavolta o buco o non scendo da qua
sopra, prima di Mosca…x dio!”
Ore 5.50 sveglia… tranquillo è tutto pronto basta solo cercare
la carta d’identità per ricordarti chi sei, e poi puoi scendere
in garage pronto a dare gasss!!! Punta sotto da Arnè: lo chiami sul cellulare
da sotto casa sua e lui ti risponde in preda al panico la prima cazzata che
gli passa per la testa per giustificare il fatto che stava ancora a dormì,
la merda: “sto a scallà la moto” ignaro del fatto che ci
sei tu vicino alla sua moto…che merda.
Vabbè si parte. La prima parte del viaggio è sempre la più
pallosa… 30 km di raccordo fino alla Salaria e una cinquantina fino al
primo rifornimento… località osteria nuova (tre case), dopo 500
metri dal brodaiolo, svolta a destra, finalmente lasci la salaria per le curve
e i tornantoni. Passi per Rocca Sinibalda e Longone Sabino piccoli, silenziosi,
deliziosi, perfetti trasferirtici con tutta la famiglia per un tempo massimo
però di 20minuti dopodiché sopraggiunge il suicidio… segui
la strada toccando Vallecupola e Varco Sabino. Dopo circa 4 km si apre uno scenario
mozzafiato (anche se, devo ammettere, un po’ povero se confrontato con
ciò che abbiamo visto dopo…) il lago del Salto. Intraprendi il
giro del lago in senso antiorario dirigendoti verso la diga. Sosta obbligatoria
per foto, per paninazzo con la mortazza (d’obbligo), per pisciata al vento
da una quota di almeno 100 metri e per la presentazione di oggetti trash…
il mio è un vibratore di antica data rosso a pile, il suo è un
messaggio divino da spedire agli omini che si trovano in fondo al precipizio,
ossia un aereo di carta recante parole d’altri tempi…
Finita la sosta si riparte, completi il giro del lago passando per Fiumata,
Fiamignano, e poi salendo per 15 km verso Tornimparte e L’Aquila. A questo
punto una persona normale sarebbe quasi sazia, di strada ne hai fatta, manco
poca, e prenoterebbe un tavolo in un’osteria per poi tornare a Roma nel
pomeriggio… Invece no. Non noi. Saremo neanche ad un terzo di trip e le
moto scalpitano, vogliono ancora viaggiare, arrampicarsi, piottare, macinare…
come fai a non accontentarle?
da L'Aquila si raggiunge Camarda in 10 minuti, poi Filetto. È qui che
inizia il viaggio vero. Procedendo lentamente in luoghi disabitati, su piccole
stradine di montagna, facendoti cullare dalle curve, ad un certo punto scorgi
un piccolo sentiero, talmente insignificante e impervio da non essere neanche
segnato sulla carta, talmente bianco e sterrato che qualcosa dall’alto
ti dice: che cazzo aspetti??? al che basta un’occhiata per capire che
ormai nulla potrà impedirci di entrare in quella stradina senza neanche
conoscere la meta, dove ci porterà. Da li puoi solo vedere che si perde
tra le colline morbide, rotonde, come tanti seni. E sono 10 i chilometri che
siamo “amaramente” costretti a percorrere sui ciottoli, con le moto
che vanno per i cavoli loro, dove basta abbassare la guardia per due secondi
per ritrovarti a culo a terra, ma con la gioia che può capire solo un
poppante quando arriva il momento del pranzo. Lo sterrato lascia il passo all’asfalto
e l’orologio segna l’ora della pappa. Panchina, tavolino, due moto
e due pazzi. Niente di più.
Siamo vicini a S.Stefano di Sessanio. La carta suggerisce un’allegra strada
che porta verso campo imperatore, asfaltata e panoramica. Il richiamo dall’alto
si fa sentire poco dopo la ripartenza e rientriamo nella dimensione dello sterrato.
Questa volta però la difficoltà del fondo si nota subito…
ciottoloni grandi come meloni e salite ripide che farebbero paura pure ad un
fuori strada. Lentamente si prosegue fino ad una stranissima e simpatica fontana,
lontana anni luce dalla civiltà occidentale e dal ventunesimo secolo.
Abbandoniamo addirittura il sentiero sterrato per proseguire sull’erba
delle colline, dove sei tu a tracciare il percorso, a sverginare la terra. Ti
sposti in moto da un monte all’altro e alla fine di ognuno ti si apre
davanti agli occhi un paesaggio senza confronti e confini, il cuore vorrebbe
esplodere, vorresti volare, ringrazi non so chi di esistere, e ti senti libero
e poi boh… non saprei spiegare.
Abbandonato questo luogo mistico, ti riporti sullo sterrato, ricordandoti che
la strada da fare è ancora molta, e dopo un po’ ti ritrovi di nuovo
sull’asfalto catapultato nel presente, con un senso di torpore e formicolio,
come se ti fossi appena svegliato da un sogno.
Raggiungiamo così Castel del Monte, diretti verso Calascio dove a dir
dell’etrusco c’è una rocca medievale abbandonata che merita
visita. E infatti alla rocca ci arriviamo passando per Villa santa Lucia e Ofena.
Attraversiamo il paese a bordo delle moto intenzionati a raggiungere il punto
più vicino possibile alla meta, cosi da fare meno strada possibile a
fette, da bravi cittadini. La rocca effettivamente meritava una sosta, il panorama
è unico, anche li. Mezz’ora neanche che le moto sono ferme che
già ci chiamano a gran voce… devono muoversi, sono stanche di aspettare
sotto il sole, e vista l’ora e la strada per tornare, si riparte.
Ora il viaggio assume decisamente un’altra filosofia. Ci aspettano solo
statali e autostrade. Raggiungiamo L’Aquila, da li autostrada A24 fino
all’uscita Valle del Salto, dove faccio toccare alla mia gloriosa la soglia
dei 190 km/h (è una soddisfazione anche questa, che credete…),
Tagliacozzo e via sulla tiburtina fino alla capitale alle 9.30 di sera. Il culo
ormai è da buttare, Arnè sta cosi male che preferirebbe avere
le emorroidi pur di non fare altri km.
Ebbene alla fine sono 530 i km fatti, 12 quasi le ore passate là sopra,
25 gli euro spesi in broda, 8263410 le curve inforcate, 15429897 i moscerini
uccisi, 651469548789794954 le infrazioni al codice della strada. Che giro!!!!!!
scritto da: Damiano Migani
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NOTICIAS
| Nuove Pirelli - Diablo corsa |
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COM’È MIRS mettetevelo nella zucca. Di questa sigla (acronimo
di Modular Integrated Robotized System) sentiremo molto parlare in futuro,
è l’innovativo sistema produttivo che secondo Pirelli rappresenta
il futuro nella produzione di pneumatici. Da circa un anno e mezzo è
utilizzato per i pneumatici da auto, oggi debutta anche sulle moto lanciando
nuovi standard produttivi e "inventando" un nuovo modo di produrre
i pneumatici.

FATTO DAI ROBOT Nella procedura normale un pneumatico è
un assemblato di vari semilavorati (battistrada, carcassa, cintura, cerchietto
ecc). Questa procedura, secondo Pirelli ha invece superato tali limiti. I fatti
stanno in un processo robotizzato (il MIRS), che costruisce letteralmente il
pneumatico attorno a uno stampo che riproduce in negativo la forme del pneumatico
stesso. Nessun semilavorato, nessun intervento umano: la costruzione è
completamente robotizzata dal primo all’ultimo passaggio. La novità
sta tutta nella maggiore qualità finale, e nell’assoluta costanza
dello standard qualitativo.
TUTTO D’UN PEZZO Ad esempio, l’assenza di giunture
sul battistrada elimina possibili problemi d’equilibratura o picchi d’usura
in corrispondenza della giuntura stessa, che può variare da pneumatico
a pneumatico. Ma soprattutto, il Mirs concede una libertà progettuale
nettamente superiore al metodo costruttivo tradizionale. Il fatto di non avere
semilavorati aumenta poi in modo incredibile la flessibilità produttiva.
SU MISURA Teoricamente, infatti, il processo MIRS consentirebbe
di realizzare un pneumatico su misura, ma per questo certo dovremo aspettare
un po’. Quello della flessibilità produttiva, però è
un vantaggio non da poco. Il fatto di poter costruire anche poche unità
permette ai progettisti di variare in tempo reale la produzione a seconda delle
esigenze del mercato. La maggiore libertà progettuale, invece, trova
sfogo nella realizzazione di profili differenti (e più aggressivi) e
nella possibilità di spingere ulteriormente in avanti il confine delle
prestazioni di un pneumatico.

IL DIABLO VA DI CORSA Tutto questo è racchiuso nel nuovo
Diablo Corsa, pneumatico stradale per moto ad alte prestazioni che entra nella
gamma Pirelli come sostituto dell’apprezzato Dragon Evo Corsa. Il Diablo
Corsa è il primo pneumatico moto ad essere realizzato con il MIRS. Nell’attuale
gamma si va a posizionare a metà tra il Diablo e la serie Supercorsa;
è stato studiato, infatti, per un utilizzo suddiviso al 50 % tra strada
e pista.
BUONO PER TUTTO Insomma, siamo arrivati a quella famosa "gomma
universale" che tutti i motociclisti sognano. Quella con cui puoi andarci
a spasso, beccare un acquazzone senza farti venire la tachicardia, e fare la
sparata in pista senza avere alcun problema di grip. La nuova tecnologia costruttiva
ha permesso di ovviare ai classici problemi delle gomme di compromesso. Il MIRS
ha reso infatti possibile l’utilizzo di mescole morbide e di profili aggressivi,
tipici di un pneumatico Racing (tipo il Supercorsa), limitandone al massimo
il principale difetto, che è quello della scarsa durata e della poca
sicurezza sul bagnato.
DEVE COMUNICARE Essendo un pneumatico indirizzato ad un pubblico
esigente, ma leggermente meno specialistico di chi corre, Pirelli ha curato
in modo quasi maniacale la comunicabilità del pneumatico. Una gomma che
"comunicasse" al pilota in modo estremamente sincero tutto quello
che sta accadendo in quei pochi centimetri quadrati d’interfaccia gomma-asfalto.
MIRS DELLE MERAVIGLIE La carcassa, come si nota dai disegni,
è ora priva del classico "cerchietto" ma utilizza una differente
disposizione dei cavi d’acciaio per migliorare la distribuzione degli
sforzi sul fianco del pneumatico stesso. Insomma un pneumatico di compromesso
che, in teoria, non ha compromessi...

MENO TAGLI Ad un primo sguardo il disegno appare identico a
quello del Diablo, in realtà il Corsa ha mantenuto lo stesso family feeling
con il suo fratello "minore" pur con alcune varianti che lo rendono
più prestante nella guida sportiva. Mescola a parte (ovviamente più
morbida), c’è una diversa distribuzione degli intagli: praticamente
c’è un intaglio in meno su tutto il pneumatico così che
lo spazio tra un intaglio e l’altro sia aumentato (in pratica è
aumentata la parte slick) a garanzia di maggiore grip sull’asciutto. Gli
stessi intagli sono leggermente più stretti per ridurre i movimenti dei
pani di gomma quando sollecitati.
IL COMPROMESSO GIUSTO Lavorando sulle nuove mescole sono milgiorate
la tenuta sull’asciutto, la rapidità di riscaldamento del pneumatico
e la costanza di temperatura di funzionamento nell’utilizzo ad alta velocità
(ad esempio in autostrada). La durata dovrebbe essere solo leggermente inferiore
a quella del Diablo Standard, mentre il miglior comportamento sul bagnato è
stato ottenuto studiando molto attentamente gli intagli del pneumatico anteriore,
che oltre a lavorare per sé (rompendo il velo ‘dacqua) provvede
ad "asciugare" la traiettoria anche per il pneumatico posteriore,
che così si troverà ad avere un grip ottimale.
FONTE: Motorbox.com
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NOTICIAS
| Roadbook: Carloforte - Sardegna |
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Un motociclista non può far a meno di innamorarsi di quest'isola
questo perchè unisce percorsi stradali di rara bellezza, e percorsi fuoristrada
in zone incontaminate... Vi potete immergere in una storia e cultura storicamente
separata dal resto dell'isola........il dialetto e' il genovese cosi' come la
cucina. C'è molto da vedere, oltre al lungomare ricco di ristoranti dove si
mangia benissimo, bellissima la zona delle scogliere e la sede della Lipu nella
zona del faro vicino a dei faraglioni a picco sul mare... immancabile il giro
dell'isola con delle barche turistiche. Vi consiglio di parcheggiare le moto
nei parcheggi di fronte al porto e fare una passeggiate tra i vicoletti alla
ricerca di negozietti e pescherie ricche di prelibatezze di tonno. Il roadbook
vi guiderà in una zona dell'isola poco conosciuta ma estemamente affascinante!
presenta alcuni tratti non asfaltati pesanti per moto che non siano enduro o
medio turistiche... la supersportiva potrebbe passare solo senza bagagli e con
estrema attenzione!!! Il resto dell'isola si visita facilmente seguendo le strade
asfaltate lungo le quali troverete dei massi rossi che indicano le località
da visitare : Fra le tante vi consiglio di dirigervi verso la spiaggia "la Caletta"
e cercare la deviazioe per "la Conca- Cala Luna" ! Qui trovere anche un'ottimo
ristorante !
Fonte: Moto Roadbook
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NOTICIAS
| Festa di Brenno: Venerdì sera!!! |
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La famiglia Von Markelèn e la Fondazione di famiglia
"Uniti contro l'Adipe Imprigionato nel corpo di un Bimbo Innocente"
sponsorizzano il XXVI° Brenno Party!! La convention-evento prevede la partecipazione
di più di 30 delegati per festeggiare (e con l'occasione esaminare) l'
esemplare di brenno stercofetens adiposus maior scovato nelle
foreste di Sora ed ora tristemente imprigionato in appartamento.
Ricordiamo che la convention prevede un primo incontro dei delegati
a piazza della Balduina, ore 21.00 per poi proseguire alla Locanda
Blues dove saranno allietati da musiche e libagioni.
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NOTICIAS
| La Diga del Turano ( Lazio - Abruzzo ) |
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Tappe: sante marie,carsoli,colle di tora, castel
di tora, diga del turano , rocca sinibalda, rieti, pescorocchiano, pietrasecca,
sante marie.
Km percorsi: 180
Durata: mezza giornata
a Colle di Tora piccola pausa, la strada è un po sdrucciolevole,
un po troppo brecciolino, si fa fatica nelle curve, si arriva finalmente alla
diga del Lago Turano dove se le "chiuse" sono aperte e lo spettacolo
è bellissimo. Dopo si prosegue per Rieti, qui la strada si aggiusta e
più divertente anche il paesaggio è piacevole da osservare. Si
arriva a Rieti e da qui si può scegliere la superstrada se il tempo si
mette male.
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NOTICIAS
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Regolazione delle sospensioni Ducati Monster
Set-up ottimale
Il Monster è un modello longevo che ha subìto una grande evoluzione.
Presenta notevoli differenze tra le varie cilindrate, l'anno di produzione
e le versioni classiche o Dark.
Le tabelle che riportiamo sono relative alla 900 Dark 1999, dotata di regolazione
per la forcella, mentre su quella dell'anno successivo non è più
regolabile in compressione ed estensione. Sembrerà strano, ma le forcelle
impiegate nel corso degli anni sono ben sette tra 600, 750 e 900; quindi è
davvero difficile potervi fornire indicazioni valide su forcella e monoammortizzatore
per ogni versione ed il relativo anno di produzione!
Come se non bastasse, c'è da dire anche che la precisione di questi
componenti realizzati su larga scala (come tutte le moto in produzione), comporta
necessariamente qualche piccola diversità persino su moto gemelle...
Ad ogni modo tutti i dati che compaiono in tabella sono misurati con il registro
in posizione tutta chiusa, sia che si tratti di precarico molla (nella sua
posizione più bassa), sia di compressione o estensione (con registri
completamente avvitati). Per la forcella non è consigliato lo sfilamento,
anche se certi stili di guida lo possono richiedere in minima misura. Per
quanto riguarda il monoammortizzatore vale lo stesso discorso per le regolazioni
(da tutto chiuso), mentre il precarico viene misurato diversamente. Il valore
preso in considerazione è in gergo "negativo" o "Static
SAG". Si effettuano due misurazioni tra il perno ruota ed il punto del
telaio che lo sovrasta, prima con la moto poggiata a terra senza pilota, poi
sollevandola fino a far staccare la ruota da terra. La differenza tra queste
due misure, espressa in millimetri, è quella che compare nella tabella.
Variando il precarico della molla si ottiene il valore Static SAG desiderato.
Anteriore Sfilamento Precarico Compressione Estensione
70 kg NO + 3 tacche 3/4 giro 1 giro
100 kg NO + 2 tacche 1/2 giro 1 giro
Con passeggero NO + 2 tacche 1/2 giro 1 giro
Posteriore Static SAG Estensione
70 kg -4 mm 3/4 giro
100 kg -3 mm 3/4 giro
Con passeggero -1 mm 1/2 giro
CONSIGLI
La moto in esame non presenta vistosi problemi sul fronte sospensioni; le regolazioni
presenti permettono di adattare il Monster ai vari tipi di impiego che se ne
possono fare. Tuttavia, se dovessimo stilare una classifica delle priorità,
per migliorare il rendimento del Monster Dark nella guida sportiva, ci sentiremmo
di puntare il dito prima sul monoammortizzatore. Con un budget non elevato se
ne può acquistare uno diverso con lo stesso tipo di regolazioni ma più
"calibrato" dell'originale, altrimenti spendendo un po' di più,
ci si può orientare verso uno dotato anche di regolazione in compressione.
A questo punto, scegliendo bene tra le varie proposte offerte dal mercato, gli
eventuali problemi dovrebbero essere risolti. Se non siete ancora soddisfatti,
potete iniziare ad "investire" sull'anteriore in due modi: sostituire
la molla con un relativo kit per l'idraulica, oppure, più semplicemente
acquistando solo quest'ultimo per la versione standard. In questo caso però
dovete ricordare che se decidete di cambiare anche le molle, senza dubbio dovrete
sostituire di nuovo la cartuccia con un'altra adatta al ricambio scelto!
Per gli "smanettoni", che senza dubbio hanno già effettuato
le modifiche elencate sinora, c'è anche da tenere in considerazione l'ammortizzatore
di sterzo, utile soprattutto nella percorrenza dei curvoni veloci. Consideriamo
questa modifica una "ciliegina sulla torta", quindi la consigliamo
in abbinamento alle sospensioni già elaborate. Invece se tutto è
rimasto originale è preferibile indirizzare i primi acquisti in altre
direzioni.
Fonte specialmag.it
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NOTICIAS
| II° Motoraduno PESCEFRITTENTREFFEN |
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Riportiamo il programma di qualche potenziale raid utile per il prossimo periodo: ecco il primo.
2° PESCEFRITTENTREFFEN Motoraduno Nazionale BMW - Isola d'Elba - 29/30 Aprile 1 Maggio 2005
Venerdi' 29 Aprile:
Presso lo stand nel porto di Piombino sarete accolti dal nostro staff e Vi sara'
consegnato il Road-book dettagliato del percorso e dei vari appuntamenti.
Dopo la traversata ( 1 ora circa ) a Portoferraio troverete un altro stand con
degli accompagnatori, i quali a gruppi di 10 moto vi accompagneranno all' Hotel
Golfo presso Procchio (4 stelle).
Dopo un po' di relax in hotel, ceneremo nella terrazza dello stesso.
Sabato 30 Aprile:
Sabato: Motogiro dell'isola .
Ore 10,00 Partenza dall'Hotel in direzione Viticcio - Bagnaia - Cavo - Rio Marina
Ore 13,00 - La tipica "Cartocciata di Pesce"
Al Ristorante il Giardino nelle vicinanze di Porto Azzurro.
Continueremo il giro passando per le localita' piu' belle dell'isola, Marina
di Campo - Cavoli - Fetovaia - San Andrea - Marciana Marina.
Ore 19,00 - Rientro in Hotel
Ore 21,00 - Cena di Gala e musica dal vivo sulla fantastica terrazza dell'Hotel.
Domenica 1 Maggio:
Domenica: Mattinata libera per godersi il sole ed il mare dell'isola, alle ore
13 sarà servito il pranzo in Hotel in modo da prepararsi con calma al
rientro
Saranno a Vs. disposizione 3 traghetti alle ore 11,30, 14,30 e alle ore 15,30
in modo da consentirvi di tornare con comodita' a casa !!
Il modulo di iscrizione e tutte le altre informazioni saranno presto disponibili
sul sito internet www.pescefrittentreffen.com oppure telefonando alla sede del
Motoclub - 0575-354400 Sig.na Elisa.
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NOTICIAS
| Sezione Tecnica e Risorse + Forum |
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Ho attivato qualche sezione in più per gli articoli, il forum è online e per accedervi dovrete cliccare su Forum qui sopra o nel modulo di sx, prima però registratevi ;)
puff...puff... speramm'bbuono -_-''
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NOTICIAS
| Dokro: parte il beta testing |
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Ragazzi, buone nuove! Ho dato un'ultima limata alla nuova struttura, attivato il forum interno al sito, i Journal ed altre amenità. Il Php fa meraviglie...quindi registratevi come utenti ed aiutatemi a testare la comunità, se ci sono problemi postate nel forum!
Ps...il tutto è strutturato in modo tale da rendervi redattori, se lo volete...smanettate gente, smanettate...
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Il dokro tenta la via del php...e siccome è già l'una e qualcosa il buon vecchio seldon sverrà sul letto. Lo so, non so più er ghepardo de na vorta.
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